
PÉNÉLOPE BAGIEU, "INDOMITE. STORIE DI DONNE CHE FANNO CIÒ CHE VOGLIONO - EDIZIONE INTEGRALE" (BAO PUBLISHING, PP. 312, 23 EURO. TRADUZIONE FRANCESCO SAVINO). Da Nelly Bly, prima donna a dedicarsi al giornalismo investigativo, autrice nel 1887 di un sensazionale e drammatico reportage sui soprusi subiti dalle donne internate nel manicomio femminile di Blackwell's Island (dove anche lei si fece internare fingendosi malata), a Clémentine Delait, la donna barbuta che sfruttò la sua diversità a proprio vantaggio rendendola una fonte di ricchezza. E poi l'indiana Phoolan Devi, che dopo infinite e terribili violenze subite fin da bambina divenne "regina dei ribelli" arrivando a portare le sue istanze a sostegno dei poveri e delle donne in parlamento, fino a Las Mariposas, le sorelle ribelli che nella Repubblica Dominicana combatterono la dittatura di Rafael Trujillo e furono brutalmente assassinate nel 1960 (proprio il 25 novembre, giorno in cui vennero uccise, ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne).
Sono trenta e stavolta tutte insieme le donne straordinariamente coraggiose raccontate con parole e disegni da Pénélope Bagieu nel suo "Indomite", in uscita il 3 marzo in versione integrale in un unico volume con Bao Publishing. Gli appassionanti ritratti a fumetto riuniti in un'unica raccolta (l'opera era stata divisa in 2 volumi di grande successo editi nel 2018 e nel 2019) non smettono di lasciare il segno: grazie al suo speciale umorismo e alla spiccata sensibilità, l'autrice, nata nel 1982 a Parigi da genitori corsi e baschi, riesce a catapultare il lettore dentro le vite di donne che, per la loro epoca, hanno dimostrato un'incredibile tenacia nel realizzare i propri obiettivi, professionali e personali. Tutte, nessuna esclusa, hanno vissuto esattamente come hanno voluto, senza limitarsi nei loro desideri, anche se ciò significava andare contro le convenzioni, e perfino la legge. Sono state sfacciate e ribelli, anticonformiste e a tratti rabbiose, hanno lottato contro la società patriarcale, hanno anteposto se stesse e la propria libertà (di azione e di pensiero) sopra ogni cosa, hanno scelto di vivere pienamente l'amore e le proprie passioni. Per questo hanno rischiato in prima persona, e, a volte, hanno perso la vita, ma mai hanno tradito se stesse. Non sorprende il successo straordinario ottenuto dai due volumi in tutto il mondo: tante del resto sono le doti dell'opera e della sua autrice che ha saputo scegliere le sue eroine (tra donne non necessariamente note) e raccontarne lo spirito nel modo giusto.
Nel libro infatti colpiscono innanzitutto la leggerezza che non diventa mai banalità, l'ironia e la piacevolezza di una lettura che tocca temi forti e non rifiuta la complessità, ma che anzi la accoglie rendendola accessibile. "Indomite", adatto a lettori più o meno giovani, se da un lato appassiona e può essere fonte di ispirazione dall'altro insegna che vale la pena lottare per i propri sogni, anche se la montagna sembra troppo alta da scalare: lo dimostra la vita di queste protagoniste che la Storia ha voluto mettere in ombra ma che invece emergono, come giganti, nella loro luminosità. (ANSA).
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